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Lug 14, 2010 - Misteri    No Comments

La torre tratturale di Bene Orsogna

Essa è il tipico esempio di torre d’avvistamento edificata su un braccio secondario del tratturo L’Aquila – Foggia; costruita il XIV e XV secolo ha subito danni ed è stata più volte ricostruita. Nel XIX secolo un signorotto locale di nome “Bene” gli diede l’assetto simile all’attuale, dato che essa fu completamente danneggiato come d’altronde Orsogna, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Di notte si vede una luce tremolante illuminare l’interno dell’edificio e si odono delle voci concitate giungere, forse, da un lontano passato.

Set 25, 2009 - Misteri    No Comments

I castelli

Castello Spagna.JPG

I castelli, luoghi preferiti per l’apparizione di molti fantasmi, perché teatri di cruente battaglie e impetuose passioni, le loro mura si sono impregnate di tali eventi.

I fantasmi che prediligono questi luoghi sono maggiormente dame le cui vite spezzate da suicidi per amori impossibili hanno impresso le loro passioni in queste vetuste dimore, manifestandosi agli occhi dei visitatori a ore della notte che sono le più favorevoli a tali apparizioni.

Esse erano “le vittime” per eccellenza della società medioevale in quanto erano considerate alla stregua di “merce di scambio”; erano colte, a differenza degli uomini che venivano avviati all’arte della guerra già da piccoli; erano costrette a sposare uomini molto più grandi di loro che di solito avevano il corpo e l’anima deturpato da malattie e cicatrici ed erano brutali, in quanto avvezzi all’arte della guerra e delle torture!!

Esse erano le “regine del focolare” e a tredici, quattordici anni andavano in moglie a uomini di circa trenta quaranta anni se non più grandi, e il loro compito era quello di perpetrare la specie e allevarla e sovente, costrette a vivere un esistenza vuota ed inutile si suicidavano, magari perché non riuscivano a coronare il loro sogno d’amore perché incatenate com’erano da convenzioni sociali!!

Di qui la presenza di tante dame, che a mezzanotte ora convenzionale per tali apparizioni, in molti manieri riprendono possesso della loro vita precedente. 

Giu 10, 2009 - Misteri    No Comments

La Coppa Magica

Era il 70 d. C. quando Giuseppe D’Arimatea fu scarcerato, insieme a sua sorella e a suo cognato Bros. Questi scelsero, per causa di forza maggiore, l’esilio e partirono su una nave che li portò oltreoceano , verso un’isola sconosciuta dove, perpetrarono le loro tradizioni. Qui costruirono una tavola come quella usata per l’Ultima Cena dove presero posto dodici commensali, mentre il tredicesimo fu lasciato vuoto, perché era quello che avrebbe dovuto essere occupato da Gesù o da Guida. Se questa sedia veniva inavvertitamente occupata essa eliminava all’istante il commensale, per questo esso ebbe il nome di “Seggio Periglioso” e la tavola fu chiamata “Prima Tavola del Graal”.

Passarono alcuni anni in questa terra sconosciuta e Giuseppe sentì il bisogno e  la voglia di andare via e durante uno dei suoi tanti peregrinaggi per le vie del mondo, si fermò in Bretagna precisamente a Glastonbury, dove fondò la prima comunità cristiana che doveva soppiantare l’antica religione dei Druidi. Il primo tempio cristiano, qui fondato fu dedicato alla Madonna o, secondo alcune versioni  a Maria Maddalena e in questo luogo che rimase il Graal che veniva utilizzato durante la funzione religiosa.

Alla morte di Giuseppe il Graal fu custodito da suo cognato che grazie alla coppa riuscì a sfamare tutti i suoi seguaci. Dopo Bron il Graal passò nelle mani di un nuovo custode che conservò la sacra reliquia in un castello sulla Montagna della Salvezza di cui ignoriamo l’ubicazione. Nacque in quegli anni anche un ordine cavalleresco che, venne denominato come l’Ordine  dei Cavalieri del Graal, con il compito di proteggere questa coppa; essi si nutrivano delle ostie che la reliquia dispensava e il loro capo e custode  del divino recipiente ricopriva la carica di Re Sacerdote.

Uno di questi custodi fu ferito, secondo alcune versioni, dalla lancia di Longino e divenne sterile come la terra nella quale era ubicato il castello che custodiva la divina coppa.

Molti hanno visto un parallelo tra il Re Ferito, come venne denominato da allora in poi il custode del Graal, e la figura di San Rocco che in molte immagini viene raffigurato con una ferita alla  gamba.

Il Re Ferito trovava sollievo solo pescando e così fu definito anche come Re Pescatore ed egli sarebbe stato salvato da una domanda ben precisa fatta da un cavaliere puro di cuore; da qui che inizia la saga di Re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda di cui parleremo in seguito.

Tornando alla lancia di  Longino, essa è l’arma con cui il centurione romano trafisse il costato di Gesù crocifisso, pare che  avesse, come il Graal, delle doti magiche molto forti, perciò fu custodita insieme ad altre reliquie come: ad una spada e al piatto che resse la testa di Giovanni Battista, all’interno del castello del  Monte della Salvezza.

Questi quattro oggetti magici hanno influenzato la nostra cultura italiano poiché sono riprodotti nei semi delle carte da gioco.

Questa tradizione degli oggetti magici ha radici molto antiche e profonde presenti in culture millenarie come quelle asiatiche nelle quali si raccontano leggende secondo cui degli angeli sarebbero scesi dal cielo e si sarebbero stabiliti nel deserto dove avrebbero rivelato agli uomini la loro cultura superiore.

Prima di scomparire per sempre questi dei avrebbero lasciato quattro potentissimi talismani in grado di conferire poteri simili ai loro dei: una pietra, una spada, un calderone e una lancia.  Questi oggetti  sono presenti in quasi tutte le tradizioni. La pietra, ad esempio, potrebbe essere quella nera della Ka’ba, la spada potrebbe essere quella nella roccia, la coppa il Graal e la lancia forse quella di Longino.