Archive from gennaio, 2012
Gen 25, 2012 - Miti&Leggende    No Comments

Fantasmi di gladiatori Amiternum L’Aquila

 Amiternum, antica città sabina, si trova non lontano da L’Aquila; dopo la conquista di Roma avvenuta nel 293 a.C., divenne Praefectura, cioè un centro politico ed amministrativo per una serie di villaggi sparsi nel territorio. Fu una fiorente e ricca  fino al IV secolo d. C., in seguito inizio un lento ed inesorabile declino che culminò con l’abbandono totale della zona e la conseguente decadenza. Amiternum era così ammirata da Roma, che nel 72 d.C. l’Imperatore Flavio Vespasiano, per la costruzione del Colosseo, si ispirò all’arena di tale città.

Si racconta che spesso l’anfiteatro è stranamente illuminato ed alcuni legionari romani lo attraversano a passo cadenzato, ma la visone dura pochissimi secondi. Alcune persone sostengono di aver visto un soldato a cavallo blandire una spada, altri narrano di aver udito un vociare confuso e di aver visto degli scheletri vestiti da gladiatori combattere all’interno dell’anfiteatro e delle figure sfuggenti ed eteree passare sotto gli archi che cingono l’arena.

 

Gen 25, 2012 - Miti&Leggende    No Comments

La Sibilla Alba Fucens L’Aquila

Alba Fucens antica città degli Equi, si ubica tra il monte Velino e il Lago del Fucino,fu fondata nel 303 a. C. Il nome Alba Fucens deriva da un antichissimo vocabolo alba che significa “altura”, e l’appellativo Fucens  indicava la vicinanza del Lago del Fucino. La città ebbe una grande importanza strategica per i Romani che, per rafforzare l’importante posizione, al termine della seconda guerra Sannitica, costruirono la cinta muraria in opera poligonale, della lunghezza di circa km. 3.Essa fu completamente distrutta tra il sec.IX e X, dai Saraceni.Si dice nelle alture vicino a questa antica città si ubicava l’antro della Sibilla dove gli abitanti del luogo si recavano per ascoltare il responso degli dei; essa era la custode di un favoloso tesoro, però… maledetto. Si narra che nelle gelide notti d’inverno quando il vento sferza i ruderi di Alba Fucens, si vede una figura di donna quasi evanescente sulla sommità di un colle protendere le braccia vero il cielo e… la strana apparizione dura il battito di ali di una farfalla. Altri sostengono che, chi a provato a prendere il tesoro della Sibilla e si sia inoltrato nelle viscere della terra, abbia incontrato una donna vestita di bianco che lo ghermisce con le sue mani ossute e fredde e lo guarda con le orbite vuote del suo teschio seguita da una risata quasi demoniaca che risuona nel silenzio della grotta!

 

(da “Guida Insolita ai mister, ai segreti, alle leggende e alle curiosità dell’Abruzzo” di Ireneo Bellotta/ Emilino Giancristoforo Newton e Compton Editori 1999 )