Dic 26, 2009 - Miti&Leggende    No Comments

San Nicola l’archetipo di Babbo Natale

Babbo Natale è l’emblema natalizio più amato dai bambini, perché dispensatore di doni. Egli arriva di notte su una slitta d’oro carica di doni trainata da delle renne che sfrecciano nel cielo buio della fredda notte di Natale. Esse si fermano sul tetto e, Babbo Natale, calandosi dal cammino, deposita i doni sotto l’abete natalizio. Ha una lunga barba bianca ed è corpulento, indossa un costume rosso, che inizialmente era verde, ma poi per ragioni d’immagine si è preferito il look attuale, ed ha un viso allegro e vivace. Vive in una casa in Lapponia o Finlandia e i suoi aiutanti sono gli gnomi e i folletti e tanti animaletti che collaborano nel trovare e incartare i regali che i bambini, e non solo, di tutto il mondo gli richiedono. L’immagini classica di questo personaggio tipicamente nordico, risponde più o meno a quella descritta poc’anzi; ma in realtà questa figura del “dispensatore di regali” è modellata sull’archetipo di San Nicola. Santa Claus è, infatti, la distorsione del nome San Nicola, che gli emigrati olandesi chiamavano “Sinte Niklaas” e gli anglosassoni trasformarono in “Santa Claus”, al quale, nel 1863, il disegnatore Thomas Nast, diede l’aspetto definitivo che abbiamo ancora oggi. Egli ha in comune con il Santo a cui si è ispirato solo, la barba bianca e il fatto di essere entrambi dispensatori di regali. Come si è affermato poc’anzi, i coloni olandesi trapiantati nel “Nuovo Mondo”, distorsero sia il nome di San Nicola che la sua immagine iconografica classica, facendone un misto fra un santo cristiano e il dio pagano Thor. Il dio Thor, il cui etimo significa “Tonante”, per i teutonici era una divinità celeste, figlio di Odino e la dea Terra, Jordh, nonché marito di Sif e signore dei tuoni e fulmini, oltre che della tempesta. Egli era signore e padrone di un regno chiamato Thrudvangnel quale sorgeva un enorme castello di oltre 500 camere, conosciuto come il “Castello del Fulmine”; egli si muoveva su un carro trainato da capre, che durante il Medioevo diventarono sinonimo del diavolo. Secondo la tradizione classica, infatti, le capre erano gli animali totemici di Era, consorte di Zeus. Questo animale era anche la personificazione della dea, che veniva, però, trafitto da lance durante le feste a lei dedicate, poiché esso aveva svelato a Zeus il nascondiglio di Era, quando questa cercava di sottrarsi alle ire del suo divin consorte. Zeus, invece, aveva trasformato, suo figlio Dionisio, nato da una relazione con Semele, in un capro nero per salvarlo dalle grinfie di sua moglie Era; per questo motivo gli adepti al culto di Dionisio, squartavano un capro selvatico per cibarsene. Molte divinità silvane venivano identificati con questo animale, quindi, diventa ovvio la loro demonizzazione da parte della cristianità, poiché essi rappresentavano un retaggio di antichi culti dedicati alla natura. Il simbolo che contraddistingue Thor, è il martello forgiato dal nano Sidri ed aveva la particolarità di tornare, a mo di boomerang, sempre nelle mani del suo padrone. Mentre il nano stava costruendo questo oggetto, venne infastidito da Locki, una divinità malefica e dispettosa che veniva chiamata anche “L’Ingannatore”, per la sua propensione a fare scherzi dannosi, che trasformatosi in mosca si divertiva a infastidire Sidri, che, a causa di questa interferenza, costruì il martello con il manico troppo corto!! Questa potente arma poteva uccide, ma poteva dare anche la vita, poiché questo nume, usava la sua arma per benedire le unioni di giovedì, giorno a lui dedicato; infatti giovedì in inglese si dice Thursday che non è altro che la corruzione delle parole Thor’s day, cioè il giorno di Thor. Egli possedeva una forza straordinaria che gli perveniva da una cinta magica, la quale gli raddoppiava il vigore. Il suo culto rimase vivo per tutto il medioevo, finché il re Olaf II lo sradicò anche con l’uso della forza, convertendo i suoi sudditi al cristianesimo. San Nicola rappresenta, come d’altronde Merlino, il punto di unione spirituale tra cristianesimo orientale ed occidentale; poiché il suo culto dall’Italia si espanso in altri paesi come: Gran Bretragna, Belgio, Olanda etc. anche la chiesa Ortodossa nutre un grande rispetto e devozione per lui che è anche il Patrono della Russia e della Grecia.

San Nicola l’archetipo di Babbo Nataleultima modifica: 2009-12-26T11:07:00+01:00da gocccedipioggia
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento