Giu 10, 2009 - Miti&Leggende    No Comments

Il mistero del Graal

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E’ notorio che la figura di Babbo Natale  è stata  modellata su quella di San Nicola, il Vescovo di Myra, e molti dei tratti caratteristici del Benedetto sono uguali a quelli di questa irreale figura natalizia.

San Nicola, nel suo lungo peregrinare, si spostava a dorso del suo fedele asinello, Sante Clause fa trainare la sua slitta da ben otto renne.

Il Beato distribuiva doni anonimamente, facendoli passare dalla finestra o dal camino,  probabilmente per la sua propensione a elargire regalie denaro a più bisognoso Nicola, fu definito, come “il Santo dell’Abbondanza” e questo tratto della sua personalità lo accomuna a Papà Natale, che come Lui, dona i suoi regali ai bambini, bisognosi e non, calandoglieli attraverso il comignolo.

Si narrano molte leggende relative alla larghezza di mezzi di san Nicola e si ipotizza anche che egli fosse il possessore del Santo Graal o che addirittura egli fosse il Graal stesso, poiché non conosciamo la reale forma del oggetto in questione tutte le ipotesi possono essere giuste.

In alcune fiabe si narra che il Santo Graal fu donato a Nicola da Gesù stesso sottoforma di bambino e forse questa fu una delle ragioni per cui le sue spoglie mortali furono all’origine di dispute accese tra molti potenti, tra cui anche il Papa, che allestì una spedizione per ritrovarle in una misera chiesetta sconsacrata nella terra degli infedeli.

La leggenda

Si racconta che tanti e tanti secoli fa in una delle tante città del mondo allora conosciuto, vivesse un nobile, che a causa di speculazioni sballate avesse perso tutti i suoi averi. Quest’uomo aveva anche tre figlie da marito, ma dato che non aveva niente non le poteva neanche maritare, e così queste erano destinate a diventare donne di malaffare. Questa famigliola, era, comunque, molto religiosa e pia e non passava giorno che essi non pregassero San Nicola. Il beato, commosso da  tanta fedeltà nei suoi confronti, decise di intervenire e lo fece alla sua maniera: per due notti di seguito il Santo butto delle monete d’oro attraverso la finestra della casa del pover’uomo; ma la terza sera Nicola, trovò le finestre sbarrate; così salito sul tetto butto le monete attraverso in cammino e queste finirono nelle calze delle giovani donne, appese lì ad asciugarsi. Infine le ragazze poterono sposarsi e il Santo diventò protettore, anche delle ragazze da marito.

 Se ammettiamo che il Santo di Bari e Pollutri aveva il Graal o Egli fosse il Graal, questo in che cosa consisteva e quali erano i suoi prodigi?

In origine, secondo alcune versioni, il Graal, era la pietra, uno smeraldo, più preziosa e lucente del diadema di Lucifero, l’Angelo più bello del Creato. Esso cadde sulla Terra quando questi ingaggio battaglia con gli Angeli e fu raccolto dagli uomini che lo usarono per fini non sempre nobili.

Altre versioni sostengono che quando Seth, il figlio di Adamo ed Eva, cercò di salvare suo padre da una letale malattia, tornando nell’Eden, egli non trovò nessuna cura specifica per lui, ma una cura per tutti i mali del mondo, insieme a una promessa che Dio non avrebbe mai abbandonato il genere umano e pare che questo fosse il Graal.

Questo sacro oggetto smette di essere qualcosa di metafisico per entrare nella realtà percepibile, quando Giuseppe D’Arimatea, un ricco ebreo forse parente di Gesù, raccoglie il Sangue del Cristo proprio nella coppa che poi verrà definita Santo Graal.

Dopo la crocifissione, il corpo di Gesù , fu dato in consegna a Giuseppe D’Arimtea e gli fu dato anche la coppa dell’Ultima Cena, con la quale il maestro celebrò questo rito. L’ebreo lavò il Corpo del Defunto, ma mentre faceva questo dalle ferite uscì del sangue che Giuseppe raccolse nella coppa, quindi il Corpo fu avvolto in un sudario e fu messo nel sepolcro, ove dopo tre giorni Resuscitò.

Dopo la Resurrezione Giuseppe fu imprigionate dai romani con l’accusa di sottrazione di cadavere e privato del cibo, fu lasciato languire in un umida cella, dove un giorno gli apparve Gesù risorto ammantato di luce che gli consegnò la coppa rivelandone, anche le virtù della medesima; Giuseppe fu tenuto in vita grazie a una colomba che portava tutti i giorni un’ostia nella coppa.

Il mistero del Graalultima modifica: 2009-06-10T00:19:29+02:00da gocccedipioggia
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